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I misteri della Napoli sotterranea
La città del mare, della pizza, dell’allegria e dei drammi in prodigioso equilibrio tra loro. È questa la Napoli nota a tutto il mondo, ma chi vuole conoscerne il volto più affascinante deve lasciarsi alle spalle gli stereotipi e calarsi letteralmente nelle sue viscere per un viaggio da brivido, sia di freddo che di paura. La creazione di questa “città sotto la città” è stata favorita dalla conformazione geologica del territorio, costituito per lo più da roccia tufacea, molto friabile e facile da scavare. Le escavazioni nel sottosuolo cominciarono già in epoca greca, intorno al 500 a.C., per la creazione di un acquedotto. Nel corso dei secoli, dunque, la Napoli alla luce del sole si arricchiva di nuovi palazzi e di una rete idrica efficiente, mentre la Napoli sotterranea diveniva un fitto dedalo di gallerie.
Diverse associazioni culturali organizzano visite guidate nell’immenso sottosuolo di Napoli. Uno degli accessi è da Via Sant’Anna di Palazzo, nei pressi dei Quartieri Spagnoli. Questo itinerario conduce ad un rifugio antiaereo che poteva contenere fino a 4000 persone. Sono ancora visibili graffiti e scritte sui muri, caricature di capi di stato e disegni di bambini. L’accesso da Piazza San Gaetano, a due passi da San Gregorio Armeno, la strada dei presepi, passa dal dramma degli sfollati di guerra e giunge in una cisterna di epoca greca.
Sono ancora visibili le botteghe artigiane, tra le quali si distinguono quella del fornaio e quella del lavandaio, l'aerarium, dove si custodiva il tesoro della città, la cisterna, il mercato coperto. Ma sono altrettanto ben visibili i resti della basilica paleocristiana, di cui rimane l'aula a tre navate, e quelli, della sala capitolare di epoca normanna. Nel 2005 è stato inaugurato il Museo del Sottosuolo Napoletano che conserva tutti i reperti rinvenuti durante gli scavi e i lavori di bonifica.
Altro inquietante e affascinante itinerario della Napoli sommersa è la Chiesa del Purgatorio ad Arco, in via dei Tribunali, che custodisce i resti dei “pezzentelli”, povera gente morta durante epidemie, pestilenze e carestie. I macabri resti sono ancor più numerosi nel camposanto delle Fontanelle, nel quartiere Sanità, sotto la Chiesa del Carmine, dove sono visibili oltre quarantamila ossa umane. L’ossario, ricavato durante la pestilenza del 1656 da preesistenti cave di tufo, si trasformò presto in luogo di culto eretto dalla pietà popolare.
Nel rione Sanità si trovano le catacombe di San Gennaro, bellissimi esempi di architettura funeraria, probabilmente del II secolo d.C. Alle catacombe di San Gennaro, considerate le più importanti dell'Italia meridionale, si accede dalla chiesa della Madre del Buon Consiglio. Le catacombe sono strutturate su due livelli: il primo e più antico comprende il battistero, mentre su quello superiore c’è la cripta dei vescovi. Qui sono state custodite le spoglie di San Gennaro fino a quando non vennero traslate nel Duomo. La sua effigie affrescata però resta ed è la più antica rappresentazione del Santo Patrono. Le catacombe di San Gaudioso si trovano presso la chiesa di Santa Maria della Sanità, anche questo fu luogo di sepoltura, dall'età paleocristiana al ‘600. Sulle pareti si possono vedere affrescati gli scheletri e con un teschio vero incassato nella parete.
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