Colli di Luni Doc
Il vitigno tradizionale principalmente diffuso è il Vermentino, in una fascia collinare altimetrica che va da 70 a 450 metri sul livello del mare. Sin dall’antichità, la val di Magra è stata terra di ottimi vini, così come testimoniano gli accenni ai vini lunigianesi da parte di Plinio il Vecchio. La concessione della Denominazione di Origine Controllata nel 1990 è il riconoscimento ad una antica tradizione e all’impegno delle aziende locali. La D.O.C. comprende due tipologie, una riservata esclusivamente al vino ottenuto dal solo vitigno Vermentino, e il tipo rosso.
Durante la raccolta, le uve vengono scelte accuratamente e solo quelle perfettamente sane e prive di attacchi parassitari daranno vita al vino. L’estrazione del succo dal frutto deve essere immediata, pera far fermentare solo la parte liquida e non le bucce. Infatti la pigiatura non sempre viene effettuata, e spesso si ricorre alla pressatura su uve intere, per separare il mosto dalle bucce e dalle altre parti solide. Alla pressatura seguono la sfecciatura del mosto, la solfitazione con anidride solforosa e la fermentazione, che non deve superare i 20 °C. Per il Colli di Luni Doc Rosso, l’uva viene pigiata e solfitata e per poi passare alle fasi di fermentazione e macerazione. Il mosto ottenuto dalla pigiatura viene messo a fermentare con la vinaccia. La temperatura che raggiunge la massa provoca la “fermentazione tumultuosa”, in quanto il vino sembra bollire. L'uvaggio richiesto per il vino Vermentino è (90%) e altri vitigni autorizzati e raccomandati fino ad un massimo del 10%. Per il vino Bianco: Vermentino (minimo 35%), Trebbiano toscano (25-40%), altri vitigni a bacca bianca, raccomandati o autorizzati fino ad un massimo del 30%. Per il tipo Rosso: Sangiovese (60-70%), Canaiolo e/o Pollera nero e/o Ciliegiolo (almeno il 15%), altri vitigni a bacca nera, raccomandati o autorizzati fino al 25%, con un limite del 10% per il Cabernet.