Già nel primo secolo dopo Cristo, Plinio il Giovane, nel quattordicesimo libro della sua Storia Naturale, parlava dei vini di Todi, elencandoli tra quelli più famosi di allora, ma si sa che fin dal tempo dell'antica Etruria, i tuderti conoscevano e gustavano questa bevanda. Documenti incontrovertibili attestano l’uso pressoché quotidiano del Trebbiano di Todi e del vin greco o Grechetto, e proprio su questi vini, spesso il Comune di Todi contava per fare bella figura nei confronti dei personaggi illustri ospiti della città. Il vino dunque è presente fin dai tempi remoti della storia della città, bevuto, non solo per festeggiare il completamento della facciata della chiesa di San Fortunato nel Quattrocento, ma anche nei salotti della società agiata tuderte dei secoli XVII e XVIII. Il grechetto ha un colore giallo paglierino, aroma leggermente vinoso, delicato, caratteristico e sapore secco o leggermente abboccato, vellutato, con retrogusto lievemente amarognolo, fruttato, armonico.
Grechetto di Todi