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Alla scoperta del vino Valpolicella
Attraversando la Strada del Vino Valpolicella, il degustatore ha anche testimonianza di numerosi ritrovamenti, alcuni risalenti all’età della pietra, come la grotta nei pressi di Fumane, altri all’età del bronzo e del ferro, come le casette e i piccoli abitati; le ville romane testimoniano, inoltre, la centralità del territorio nella fiorente economia del passato, e i castelli risalenti al primo millennio sono ancora un’altra interessante fonte di storia per i turisti. Le proprietà deliziose del Valpolicella sono arrivate persino oltreoceano, conquistando lo scrittore americano Ernest Hemingway: questi, infatti, nel libro “Di là del Fiume, tra gli alberi”, definisce la bevanda “un vino cordiale come un fratello con cui si va d’accordo”. La Strada del Vino è, dunque, un’importante iniziativa finalizzata alla scoperta del territorio veronese e del suo tipico e genuino prodotto, che merita di essere assaggiato e assaporato in ogni sua goccia!
Il vino è da secoli una bevanda dal sapore inebriante, che vanta un lungo seguito di estimatori. Il Veneto offre agli appassionati del succoso “sciroppo d’uva” un delizioso percorso enologico: la Strada del Vino Valpolicella, un cammino tra le cantine, che dà al turista la possibilità di scoprire cosa c’è attorno al vino e alla sua produzione, tra paesaggio, gente, cultura e storia. Diciannove comuni del nord della Provincia di Verona sono coinvolti nell’itinerario, dalla Lessinia al confine con la Val d’Adige.
E’ proprio dal nome del territorio che trae definizione il vino ivi prodotto: il termine “Valpolicella” deriva probabilmente dal latino Vallis-polis-cellae, che tradotto letteralmente significa “valli dalle molte cantine”; da qui il vino dal colore rosso rubino carico, il Valpolicella a Denominazione di Origine Controllata (DOC). Pare che già in età romana e preromana nel medesimo territorio venisse prodotto questo vino, allora chiamato Retico, poiché coltivato dalla popolazione locale dei Reti; la bevanda era servita alla corte dell’imperatore Augusto ed è stata celebrata da numerosi scrittori, tra cui Plinio, Virgilio, Marziale e Svetonio.
Il viaggiatore, gustando le numerose varietà del prodotto (“Classico” è il vino originato nella zona più antica, cioè nei comuni di Negrar, Marano, Fumane, Sant'Ambrogio e San Pietro in Cariano; “Superiore”, il vino con gradazione naturale minima di 11° e al consumo non inferiore a 12°; “Recioto”, quello spumantizzato e prodotto anche bianco; “Amarone”, il vino sottoposto ad un invecchiamento di due anni), ne è rapito dal profumo gradevole e caratteristico, che ricorda le mandorle amare, nonché dal suo sapore asciutto o vellutato, corposo, armonicamente saporito.
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