Torrone sardo
Il Torrone di Sardegna è un dolce sempre presente nelle sagre paesane. Si prepara con mandorle dolci, miele, bianchi d'uovo.
In alcuni casi si utilizza anche il tuorlo. Questo dolce, che ha varcato da tempo i confini dell’isola, è ormai conosciuto da un grande numero di estimatori per la squisita bontà e per la genuinità dei suoi ingredienti. La morbidezza e l'intenso profumo di miele sono le caratteristiche che maggiormente lo distinguono dagli altri Torroni d'Italia. Tra i Torroni più significativi per la loro qualità figurano il Torrone di Tonara, di Desulo, di Pattada e di Ales. La sua etimologia deriva dal latino "torrere", che significa "tostare". Elemento caratterizzante del torrone sardo, rispetto a quello degli altri centri italiani, è il miele nelle sue tante qualità (millefiori, di corbezzolo o eucaliptus). Secondo la tradizione il miele viene fatto squagliare a fuoco lento all'interno de "su cheddargiu" (un paiolo in rame) posto su un fornello costruito in mattoni, detto "forredda". Esso viene rimestato continuamente per quattro ore con gli albumi montati a neve. A fine cottura poi si aggiungono le mandorle tostate e pelate o le noci. Il tutto dev'essere posto all'interno di apposite cassette in legno coperte da carta oleata e lasciato raffreddare. Solo alla fine di questo processo il torrone è pronto per essere tagliato e servito. Oggi questo processo viene effettuato artigianalmente solo in occasione della Sagra del torrone il giorno dopo Pasqua. Il torrone col tempo, infatti, ha subito un passaggio da un tipo di lavorazione casalinga ad uno più industriale, che mantiene però ancora vive le antiche ricette tramandatesi nei secoli.