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Torino: itinerario nel mistero
Torino è una bellissima "madama" dal fascino ambiguo che ha incantato uomini come Nostradamus e Cagliostro. Nell'oscurità della sera Torino mostra il suo volto più intrigante mostrando spettrali dragoni e simboli esoterici sovente ignorati. Sorta alla confluenza di due fiumi, il Po e la Dora, Torino vanta una tradizione esoterica secolare. Un tour intrigante e curioso prende vita attraverso una serie di indizi. Una sorta di filo "noir" si dipana lentamente nel centro storico sotto l'occhio attento dei fantasmi torinesi più famosi.
Punto di partenza di questo itinerario non poteva essere che il Portone del Diavolo in via Vittorio Alfieri, soglia di Palazzo Trucchi di Levaldigi. L’edificio, da sempre associato a tradizioni diaboliche, è una costruzione imponente fatta erigere nel 1673. Il portone è stupendamente intagliato nel legno, adorno di frutta, fiori, cupidi e varie simbologie. Quel che più affascina è il batacchio, posto al centro dei battenti sempre perfettamente lucidati, raffigurante il Diavolo sogghignante che scruta i passanti.
Un’altra tappa oscura di Torino è la Fontana del Frejus di Piazza Statuto, ideata per ricordare l'inaugurazione dell’omonimo traforo. La Fontana è indicata dagli esoteristi come il cuore nero della città per due motivi: perché si trova ad occidente e quindi in posizione infausta per il tramonto del sole e perché qui vi era la "vallis occisorum" (l’attuale quartiere Valdocco), luogo di uccisione e di sepoltura.
In via Solferino un’altra fontana lusinga lo sguardo del visitatore, è la splendida Fontana Angelica composta da quattro gruppi granitici raffiguranti le quattro stagioni. Sembra che la Fontana Angelica nasconda un segreto legato alla disposizione dei blocchi di granito; guardandola con attenzione si nota che fra l’Autunno e l’Inverno ci sia un varco rettangolare che rappresenterebbe l'ingresso alla “Caverna Luminosa” in cui sono custoditi i misteri alchemici che regolano tutto il mondo.
La trilogia delle fontane del mistero si conclude con la Fontana dei Dodici Mesi, situata nel Parco del Valentino, circa 500.000 mq di verde che si estendono dal ponte monumentale Re Umberto sino al ponte Principessa Isabella. La Fontana dei Dodici Mesi, eretta nel 1898, presenta un'ampia vasca ovale circondata da una balaustra ornata di statue che rappresentano i dodici mesi dell’anno e le quattro stagioni. Secondo una triste leggenda sul fondo della fontana giace il corpo di un principe egizio che vi annegò.
Qui sorgeva, infatti, un lugubre patibolo. Dall'aiuola centrale della fontana si accede alla sala di comando dell'intero sistema fognario della città ma la leggenda dice che sia questa la porta d'entrata nell’inferno. La tradizione racconta che l'angelo che sovrasta l'obelisco sia Lucifero, e in effetti è proprio l’angelo più bello.
Sembra che il portone sia stato così chiamato in seguito ad un episodio avvenuto nel 1790 quando, durante un ballo, una signora fu pugnalata misteriosamente; sempre secondo la leggenda popolare, subito dopo l'assassinio si scatenò una violenta tempesta.
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