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San Francesco fece della Valle Reatina, accanto ad Assisi e la Verna, una delle sue tre patrie. Così questa splendida pianura, circondata da colline e monti, fu da allora chiamata Valle Santa.
San Francesco scelse la Valle Santa per compiere tre gesti fondamentali della sua vita e della sua spiritualità: nel 1223 volle il primo Presepio della Cristianità, lo stesso anno scrisse la Regola definitiva dell'Ordine e, probabilmente, quell'inno tenerissimo che è il Cantico delle Creature.
Il Convento di Greccio – situato a 635 metri e immerso in una folta selva di lecci –appare come saldato alla roccia sottostante, formando con essa uno straordinario tutt’uno che sporge a picco su un abisso.
E’ costituito da un complesso di fabbricati, il cui nucleo più antico (l’antica Chiesa di S. Bonaventura) dovrebbe risalire, secondo l’opinione comune, all’epoca di Francesco (1228, anno della canonizzazione del Santo), mentre il resto apparterrebbe alla seconda metà del Duecento (1260-70).
Il Greccio nella notte di Natale del 1223 divenne la "Betlemme" francescana; Francesco, infatti, fece allestire una rappresentazione realistica della notte santa di Betlemme e inaugurò la tradizione del Presepe. Ancora oggi percorrendo uno stretto corridoio, si può visitare la Cappella del Presepio.
Il più importante dei quattro santuari francescani che si trovano nella Valle Santa reatina è probabilmente il Convento di Fonte Colombo. Sorge a 6 km da Rieti.
Fu S. Francesco in persona a indicarne il nome quando, nel 1217, attratto dal bosco di lecci e di querce, scorse in un sito impervio e appartato una fonte di acqua limpidissima dove bianche colombe si abbeveravano; questo idilliaco quadro spinse Francesco a chiamare il luogo Fons Colombarum (Fonte delle Colombe).
Il Convento di Fonte Colombo è detto anche "Sinai francescano", perchè il Santo vi trascorse 40 giorni in totale digiuno, prima di dettare nel Sacro Speco una delle definitive redazioni della sua Regola (1223) a frate Leone.
Vi tornò ancora nel 1225 per subire la dolorosa cauterizzazione agli occhi gravemente ammalati di oftalmia.
Lungo la strada che porta al Sacro Speco, incontriamo la Cappellina della Maddalena: l'interno è a navata unica con una piccola abside con dipinti poco leggibili, ma l'opera più preziosa è il tau, che la tradizione vuole sia della mano di Francesco, che amava firmare con la lettera greca non perché non sapesse scrivere, ma per professare la sua grande fede in quanto il tau è simbolo della Croce di Cristo.
Fuori dalla chiesina, si scende al suggestivo Bosco Sacro, detto Bosco del Silenzio, dove è tradizione che gli uccelli non cantino perché il Santo li avrebbe invitati a tacere per non disturbare la sua meditazione.
SAN FRANCESCO NELLA VALLE REATINA
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