Prosciutto San Daniele
Si tratta di una delle tipicità italiane nel mondo; la produzione attuale si basa su carni di suino pesante padano, razza appositamente selezionata allo scopo. Fondamentale è la pressatura, che determina la forma schiacciata del prosciutto.
Serve per ottimizzare la conservazione favorendo l’allontanamento dei liquidi e la disidratazione della carne.
La compattazione delle fibre influisce anche sulla qualità finale del salume, che risulta di sapore più concentrato e con una migliore distribuzione delle parti grasse. Dopo una stagionatura di almeno un anno si ottiene un prosciutto morbido, di colore rosso-rosato nelle parti magre e candido in quelle grasse, di profumo intenso e di gusto dolce, con retrogusto marcato. Quasi tutta la produzione gode dei riconoscimento comunitario della Dop; i prosciuttifici di tutela sono 28 per una produzione di 2,5 milioni di pezzi l’anno. Si abbina bene con un vino bianco secco. Da non perdere la manifestazione Aria di festa, erede della storica sagra del prosciutto, che si tiene l’ultimo fine settimana di giugno.