Salsiccia di fegato
E' un insaccato prodotto nell'intera regione utilizzando il fegato, il cuore, il polmone di maiale e con l'aggiunta di un po' di carne e grasso. Le frattaglie vengono tagliate "in punta di coltello" e mescolate agli aromi (aglio, buccia d'arancia, alloro, sale, pepe e peperoncino). L'impasto, lasciato insaporire per un pò di tempo, viene quindi insaccato con attenzione per evitare l'ingresso di aria.
Infine viene fatta la legatura con spago sottile ad intervalli di circa 10- 12 cm. La stagionatura avviene per alcuni giorni in ambiente caldo e successivamente in ambienti freschi ed asciutti. Come le salsicce di carne, anche queste possono essere conservate in olio di oliva o nello strutto di maiale. Il prodotto può essere consumato anche fresco previa cottura. L’impasto, effettuato dopo la macinazione, viene fatto a mano al fine di garantire un’ottima fusione di tutti gli ingredienti. L’arte di conservare la carne ha origini molto antiche e che si intrecciano con storia della civiltà romana. In terra d’Abruzzo, sono però i duchi D’Acquaviva , signori di Atri e padroni di una considerevole parte dell’Abruzzo, a lasciare un segno profondo nella storia della cucina abruzzese. Infatti furono proprio loro che per primi legarono il sapore forte della salsiccia di fegato con il sapore più delicato del miele, creando in questo modo una novità nelle abitudini gastronomiche dei loro banchetti. Anche nella cultura gastronomica dei nostri giorni la carne del maiale occupa un posto importante poiché è molto proteica e per questo motivo il suo consumo aumenta nei mesi invernali, in coincidenza con il periodo indicato per la macellazione degli animali.