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Enogastronomia pugliese
Data pubblicazione :
24/02/2010 16.55.35
Nove Dop tra olio extravergine, formaggi, pane e ortaggi; 4 Igp riconosciute (“clementine del golfo di Taranto”, il “limone femminello” e l’“arancia bionda” del Gargano, la “ciliegia di Terra di Bari”); 26 Doc e 6 Igt per i vini pugliesi, 220 prodotti tipici. Ecco le credenziali della Puglia dei sapori che, secondo i dati dell’Osservatorio Censis Servizi e Città del vino, è una delle regioni più gettonate dai turisti, con il 7,3% delle visite, proprio grazie alle sue leccornie.
“Le specificità enogastronomiche - ha sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno - costituiscono un attrattore su cui è possibile costruire la proposta di un nuovo turismo rurale, consapevole e sostenibile: chi sceglie il prodotto tipico lo fa perché ha conosciuto e apprezzato i luoghi dove sono stati prodotti”. E sono stati proprio i prodotti pugliesi della terra e della tavola al centro dell’incontro della Borsa Internazionale del Turismo di Milano, al quale hanno partecipato anche l’assessore al turismo Magda Terrevoli, il critico di settore e conduttore di “Mela Verde” (Rete 4) Edoardo Raspelli, e Massimiliano Ossini, conduttore di “Linea Verde” (Rai 1), che hanno sottolineato la varietà dell’offerta enogastronomica e agroalimentare che consente alla Puglia di essere particolarmente attrattiva, oltre che leader nel mercato del grano duro, del pomodoro, dell’olio e dell’uva da tavola. E a raccontare il successo pugliese sono i dati su arrivi e presenze, soprattutto di turisti stranieri che scelgono strutture extra-alberghiere, forniti dell’Osservatorio regionale sul turismo della Regione Puglia: a febbraio 2009, c’è stato un aumento del 45,7% degli arrivi stranieri; gennaio 2009 registra un crescita negli arrivi del 133,3% sul 2009, e per aprile - complici sicuramente le festività legate alla Pasqua - le previsioni parlano di un +19% complessivo. In particolare crescono soprattutto inglesi, scandinavi, norvegesi e svedesi che si aggiungono ai “tradizionali” tedeschi, russi e francesi.
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