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Dove la Via Emilia incrocia le valli del Lamone e del Senio, inizia la
Strada del Sangiovese e dei Sapori delle Colline di Faenza
, un circuito di delizie della tradizione contadina romagnola che si snoda fino ai confini con la Toscana. Frutteti, vigneti e uliveti accompagnano l’occhio di chi la percorre, mentre il palato può gustare i molteplici sapori di un ricco paniere. Unendo le delizie del palato a quelle della vista, impossibile non sostare a Ravenna, per ammirare i magnifici mosaici che il mondo ci invidia. Tra questi il famoso
Mausoleo di Galla Placidia
della prima metà del V sec.
La cupola centrale è dominata dalla Croce in un tappeto di stelle su sfondo azzurro, mentre alle quattro estremità si trovano i simboli degli evangelisti. Le lunette della cupola presentano coppie di santi e di apostoli, con le braccia alzate in adorazione verso il centro ideale dell'edificio, la Croce. Al centro si aprono le finestre, coperte con lastre translucide di alabastro, ed anche la luce rivestiva un ruolo simbolico di rappresentazione di Dio. Spiccano le lunette nord e sud, con San Lorenzo e con il celebre Buon Pastore, cioè Cristo, raffigurato imberbe seduto su una roccia e circondato da pecore che si rivolgono tutte verso di lui.
Imperdibile, poi, una visita al
Mausoleo di Teodorico
, costruito verso il 520 da Teodorico il Grande come sua futura tomba. È la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti. Si distingue da tutte le altre architetture ravennati per il fatto di non essere costruito in mattoni, ma con blocchi di pietra d’Istria. La caratteristica più sorprendente dell'edificio è costituita dalla copertura costituita da un enorme unico monolite a forma di calotta, in pietra d'Aurisina di 300 tonnellate e di 11 metri di diametro, trasportato per mare ed issato sull'edificio con dodici anse, una caratteristica "titanica", simbolo di forza e di robustezza militare tipico delle culture germaniche.
Basilica di Sant'Apollinare in Classe
Costruita nella prima metà del VI secolo, presenta all’interno, presso la zona absidale, un "manto policromo" di mosaico, risalenti ad epoche diverse. Al centro della basilica, sul luogo del martirio del Santo, è collocato un altare antico. I mosaici rappresentano Cristo, i dodici apostoli sotto l’aspetto di agnelli. Ai lati dell'abside si trovano due pannelli del VII secolo: quello di sinistra, molto rimaneggiato, riproduce l'imperatore di Bisanzio, Costantino IV, mentre conferisce i privilegi per la Chiesa ravennate a Reparato, un inviato dell'arcivescovo Mauro. Nel pannello di destra sono rappresentati Abramo, Abele e Melchisedec attorno ad un altare mentre offrono un sacrificio al Signore.
Basilica di San Vitale
Esemplare capolavoro di arte paleocristiana e bizantina, iniziata da Giuliano Argentario nel 525 e consacrata nel 547 dall'arcivescovo Massimiano, la chiesa segna un distacco dalle tipiche basiliche longitudinali di Ravenna. Presenta, infatti, pianta centrale a base ottogonale e cupola inglobata e nascosta dal tiburio. I mosaici più famosi presentano i due celebri pannelli dell'Imperatore Giustiniano e dell'imperatrice Teodora, circondati dalle rispettive corti in tutto lo sfarzo e il lusso che richiedeva il loro status.
Lungo le strade del Sangiovese
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