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La Basilicata vanta un luogo unico al mondo, che molti conoscono attraverso le immagini di film di successo internazionale. Si tratta di Matera, città famosa per il rione dei Sassi. Scavati e costruiti a ridosso di Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi costituiscono la parte antica della città. La loro costruzione fu dovuta ad una efficace strategia anti-incursioni. La posizione e la conformazione dei Sassi rese di fatto la città invisibile agli occhi nemici per millenni, permettendole di passare pressoché indenne attraverso secoli di storia. La scelta di questo sito, però, pur avendo garantito l’immunità ai suoi abitanti, procurò loro non poche difficoltà nell’approvvigionamento idrico. Da sempre, quindi, i materani concentrarono le proprie energie nello scavo di cisterne e sistemi di canalizzazione delle acque.
Vista in quest'ottica, Matera è uno dei più antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al mondo. Ad un occhio attento, strutture apparentemente semplici e rudimentali, si rivelano come dei prodigi di efficienza tecnica. Si presentano come un groviglio di vicoli, piazze, grotte, chiese rupestri, cantine che sprofondano nelle viscere della terra, abitazioni il cui tetto funge a volte da sentiero, a volte da pavimento per altre abitazioni. La calcarenite, chiamata tufo dai materani, è la pietra che per secoli è stata scavata e lavorata dalle abili mani dei maestri muratori e degli artigiani. Le umili tecniche arcaiche, dimenticate dagli stessi abitanti, acquistano un fascino ed un valore oggi inestimabile. Persone semplici che per pura necessità di sopravvivenza scavarono per una vita intera, appaiono d’un tratto degli esseri geniali. Il bello è che tutto questo è ancora presente e vivo, sotto i nostri occhi in una città che ha del magico.
La città dei Sassi: Matera
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Carlo Levi, nella sua opera Cristo si è fermato ad Eboli, descrive i Sassi come abitazioni d’aspetto preistorico e li paragona all’Inferno dantesco. Curiosamente, invece, altri artisti hanno associato i Sassi ai luoghi vissuti da Gesù. Mel Gibson, ad esempio, vi ha girato le scene del suo capolavoro La Passione di Cristo. La regista americana Catherine Hardwicke vi ha ambientato il biblico Nativity, e pare che Abel Ferrara li abbia eletti set per il suo prossimo film su Maria Maddalena. Un bel riscatto per una zona che per tanto tempo ha vissuto nell’oblio, vergognandosi di ciò che era a cospetto delle moderne opere erette nel dopoguerra. In effetti il sistema di approvvigionamento idrico già nell’800 era vicino al tracollo. Le condizioni igieniche dei rioni erano molto precarie e il tasso di mortalità infantile troppo elevato.
Negli anni ’50 la questione di Matera divenne un problema prioritario per il Governo che decretò la costruzione di nuovi quartieri in cui gli abitanti dei Sassi vennero forzosamente trasferiti. Il centro storico di Matera si tramutò, così, in un enorme città fantasma da nascondere con una cortina di alti palazzi. Finalmente la cultura del recupero ha prevalso anche per i Sassi. Da circa vent’anni artisti, intellettuali, architetti, ingegneri, politici e semplici cittadini hanno cominciato ad interessarsi a questo sito unico al mondo, promuovendone il recupero. Nel 1993 i Sassi sono stati riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Il titolo ha un’importanza immensa se si considera che fu il primo centro del Meridione a riceverlo. Furono stanziati fondi, finanziamenti ed emanate leggi che agevolassero il recupero dei rioni. Oggi i Sassi sono un grande cantiere. Molto lavoro è già stato fatto; la zona pullula di bar, locali e ristoranti e sono tante le abitazioni private ristrutturate ad arte. La maggior parte sono piccoli capolavori di architettura e design, riportate sulle più importanti riviste di settore. Ma il successo più grande i Sassi lo riscuotono presso gli stranieri. Da quando inglesi, americani, giapponesi, tedeschi, ecc. hanno scoperto questo “paese delle caverne”, ne scrivono articoli, ne fanno reportage e documentari, vi organizzano tour e vi girano film. La rivincita dei Sassi è più che meritata. Lasciarli in stato di abbandono sarebbe stato un delitto nei confronti dell’intera umanità.
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