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Seguendo le tracce di Leonardo
Grazie al battello «Addarella», è oggi possibile solcare le acque dell’Adda, offrendo ai turisti l’occasione di ammirare le sponde del fiume e raggiungere i percorsi ciclopedonali, che conducono alle opere culturali e naturalistiche del più lungo affluente del Po.
La navigazione parte da Calolziocorte e arriva a Robbiate, con approdi a Brivio (Darsena), Imbersago e Villa d’Adda. La sponda è ricca di strutture ricettive adeguate: panchine, bar, gelaterie, zone verdi, piste ciclabili, viabilità organizzata. Si ritiene probabile che il territorio di Calolzio fosse popolato già in epoca preistorica.
Anche il comune di Brivio ha antiche testimonianze, come dimostrano alcune lastre di marmo (datate intorno al III e IV secolo) e il castello che, con la sua struttura a pianta quadrata e le sue torri a pianta circolare, domina sovrano il paese. Approdati a Imbersago è possibile navigare su un'altra imbarcazione: il Leonardo, un particolare traghetto a mano, che prende il nome dal suo inventore, Leonardo da Vinci; l'unico esemplare tuttora funzionante unisce i moli di Imbersago e Villa d'Adda: è in questa zona che ha inizio l’Ecomuseo di Leonardo, un percorso naturalistico- culturale alla riscoperta delle impronte leonardesche in uno straordinario contesto paesaggistico.
Dalla “porta” nord, si segue la strada sterrata per giungere alla diga di Robbiate (costruita per alimentare il canale Edison); dal fiume si vede il ponte di Paderno d’Adda, un arco di ferro proteso da sponda a sponda. Poco a valle del ponte, una seconda diga (realizzata con lunghe aste di legno dette panconcelli), attraversa obliquamente il fiume e origina il naviglio di Paderno. Ai Tre Corni ha poi inizio il tratto degli “scorci leonardeschi”: qui, Leonardo pensava di realizzare lo sbarramento dell’Adda da cui far partire il naviglio. Affacciandosi sul fiume, si possono ammirare i tre massi erratici.; dopo quasi un km dall’incile, appare la conchetta (il primo degli 8 salti compiuti dal naviglio di Paderno). Dopo di essa, il naviglio resta praticamente asciutto, a parte alcune infiltrazioni naturali dal terreno e dalla collina rocciosa. L’Adda, invece, procede fra balze e dirupi, generando ampi bacini.
La Conca Vecchia è il primo dei due salti, che introduce l’escavazione di un nuovo canale parallelo al fiume; le risorgive che sgorgavano naturalmente dal terreno sono all’origine del nome dato al terzo salto: Conca delle Fontane. Nei pressi sorge lo Stallazzo (un tempo stazione per il ricovero e il cambio dei cavalli), oggi punto di sosta e informazione per i visitatori. La Conca Grande coincideva con il punto terminale del naviglio, che qui restituiva le sue acque all’Adda. Fra la Conca delle Fontane e la Conca Grande, una scalinata porta in cima allo sperone su cui sorge il Santuario della Madonna della Rocchetta.; accanto al Santuario è stato scoperto un sito archeologico.
Sulla sponda opposta si erge il villaggio operaio di Crespi d’Adda (patrimonio Unesco) raggiungibile anche attraverso una passerella. Nel panorama si stagliano le torri merlate del castello Crespi. Sulla destra si estende il grande parco privato della villa Castelbarco-Albani (edificata nella seconda metà del XV secolo e ristrutturata nei secoli XVII e XIX). Si attraversa la strada provinciale in prossimità del ‘pons aureoli’ e sulla destra si può notare la famosa Villa Melzi d’Eril (edificata nel 1482 da Giovanni Melzi e riedificata nel 1845); Leonardo vi soggiornò per lunghi periodi dal 1506 al 1513. Sulla sponda destra del naviglio si può vedere il lavatoio in pietra con colonne e capitelli. Più avanti si incontrano la Casa del Custode delle Acque, la Visconti di Modrone Velvis (vellutificio) e la centrale Italcementi. Si giunge infine alla “porta” sud dell’itinerario dell’Ecomuseo Adda di Leonardo, prezioso mosaico di paesaggi d’acqua, intriso di cultura.
Proseguendo si arriva a Trezzo sull’Adda, ‘Città d’arte’ dal notevole patrimonio architettonico (da visitare il Castello Visconteo del 1300, al cui interno c’è un centro di documentazione sui ritrovamenti longobardi, fra i più importanti d’Europa). Continuando lungo l’argine si arriva al Santuario della Divina Maternità, con l’annesso convento dei Carmelitani Scalzi (1642) di Concesa, situato ai piedi di uno sperone roccioso, a picco sul fiume, sopra il quale si trova villa Gina (sede del Parco Adda Nord).
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