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Le quattro stagioni del Parco
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise – questa la dicitura completa - è l’area protetta più famosa e antica d’Italia, riconosciuta ufficialmente nel 1923. Prima di allora era riserva reale di caccia voluta dal Re Vittorio Emanuele. Dopo l’istituzione del Parco, la caccia fu bandita e da allora gli unici abitanti “reali” sono bellissimi esemplari di specie animali. Tra queste il camoscio, il lupo, il cervo, la lince, la lontra, il gatto selvatico, l’arvicola delle nevi, il capriolo e molti altri mammiferi.
In effetti l’unica, vera regina del Parco è la Natura. Chi ama viverla nella sua essenza primordiale troverà sublime una vacanza in questi luoghi. Resta solo l’imbarazzo della scelta riguardo la stagione in cui recarvisi. Molto dipende dai gusti personali e dalla propria indole: c’è chi troverebbe meraviglioso specchiarsi in un lago ghiacciato e respirare l’aria densa di brina gelata, chi invece si commuoverebbe alla vista di un prato impazzito di fiori, immerso nella tiepida luce primaverile. Con questo piccolo “vademecum” chiunque stia progettando una vacanza nel Parco d’Abruzzo troverà spunti utili per riconoscere la propria stagione ideale.
Primavera
La stagione del risveglio è uno dei momenti migliori per visitare il Parco Nazionale d'Abruzzo; la natura si offre al visitatore svelandosi dolcemente in mille modi: con la fioritura delle gemme, le danze degli insetti, i richiami degli animali in amore e il lento risveglio dei colori. In questo periodo tornano gli uccelli migratori, nascono i cuccioli di numerosi animali tra cui lupi, cervi, caprioli e camosci, mentre gli orsacchiotti, nati tra gennaio e febbraio, rimangono ancora per qualche tempo a godersi il tepore della tana.
Estate
L'estate al Parco d'Abruzzo è generosa e invitante. L’aria è densa di profumi, gli uccelli non smettono mai di cantare e gi alberi sono carichi di foglie. La temperatura sale ma, soprattutto in alta montagna, non è mai sgradevole. Dell’estate al Parco sono indimenticabili i colori caldi che vanno dall’alba rosata al notturno violetto, passando per un’infinità di gradazioni durante il giorno.
Autunno
Durante l’autunno il Parco si veste di un fascino misterioso. C’è lo strano fermento delle cose che stanno per accadere e dei preparativi per fronteggiarle. Le piante e gli animali avvertono l'avvicinarsi dell'inverno e cominciano in questi mesi a schierare le difese naturali che consentiranno loro di sopportare i rigori invernali. Ma l’autunno è soprattutto la magica stagione del “foliage”. Con questo termine si indica l’osservazione del paesaggio dipinto dai tanti colori che le foglie assumono in autunno.
Inverno
L’inverno è la stagione dei temerari, di chi ama le emozioni estreme e decise ed è disposto ad affrontare il freddo pur di catturare con lo sguardo un paesaggio innevato. D’inverno il Parco indossa il bianco. Candido, sfumato d’azzurro e pennellato di rosa, questo colore domina ovunque comunicando una grande pace.
Qualunque sia la stagione che sceglierete per visitare il Parco Nazionale d'Abruzzo, non vi annoierete di certo. Sono talmente tante le cose da fare che la giornata, lunga o corta che sia, appare dilatata nel tempo, più lunga e più intensa. Oltre alle attività escursionistiche si possono praticare tanti sport naturalistici, andare a cavallo, seguire corsi di bioetica ed ecologia, assistere a proiezioni e prendere parte a gite tematiche.
Chi desidera vivere un’emozione che va al di là della vacanza e contribuire attivamente al suo ecosistema, il Parco offre l’opportunità di prestare un periodo di volontariato. Dopo un corso di formazione, ci si ritrova catapultati in una dimensione a stretto contatto con la natura in cui non si è più solo spettatori ma protagonisti. Dare il proprio contributo all’ambiente è di per sé una sensazione sana e rigenerante. L’ambiente del Parco d’Abruzzo, poi, sa ricambiare donando emozioni fortissime e indimenticabili. Ne vale davvero la pena.
Testi: Linda di Giacomo
NickName :
Redazione
Creato il :
17/03/2010
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