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A tutto Lazio
Quello che vi proponiamo è un excursus tra i capoluoghi laziali senza pretesa di essere esaustivo, ma con la finalità di metterne in luce alcuni aspetti caratteristici.
Latina
Una visita a Latina consente di rivivere appieno l’architettura fascista; fu fondata, infatti, soltanto il 30 giugno 1932 ed è una delle più giovani città italiane. Fu inizialmente battezzata col nome di Littoria e conserva un centro storico unico in Italia.
Il centro si dirama lungo le due piazze principali, Piazza del Popolo (ex Piazza del Littorio), sede del Municipio, con la peculiare Torre Civica e la Fontana della Palla al centro, e Piazza della Libertà (ex Piazza XXIII Marzo) dove oggi ha sede la Prefettura.
In piazza San Marco si erge l’omonima Cattedrale, realizzata su modello delle basiliche romaniche. Dedicare la chiesa al patrono di Venezia fu un omaggio dovuto all'origine veneta dei primi abitanti della città. Altro edificio caratteristico è il Palazzo delle Poste, tipico esempio ben conservato dell'architettura fascista, situato in Piazzale Bonificatori.
San Francesco nella Valle Reatina
Un percorso denso di spiritualità quello che ci conduce a ripercorrere le orme di San Francesco, che fece della Valle Reatina, insieme ad Assisi, una delle sue patrie. Per questo motivo la pianura locale, stretta nell’abbraccio di monti e colline, fu chiamata Valle Santa.
Qui San Francesco nel 1223 volle il primo Presepio della Cristianità, lo stesso anno scrisse la Regola definitiva dell'Ordine e, probabilmente, anche il famoso Cantico delle Creature. Intorno alla Cappella della Maddalena si estende il Bosco Sacro, detto anche Bosco del Silenzio, perché si racconta che qui gli uccelli non osassero cantare per non disturbare la meditazione del Santo.
Tuscania
Se avete voglia di un viaggio nel tempo, lasciatevi incantare dalla suggestione delle tante necropoli che sorgono in provincia di Viterbo, a Tuscania soprattutto. Le necropoli più antiche ospitano numerose tombe di tipo ogivale a fenditura superiore risalenti al VIII - VII sec. a.C. Dalla seconda metà del VI sec. a.C. si registra l'uso frequente di tombe del tipo rupestre.
Si tratta di sepolcri scavati nelle pareti rocciose affacciate sui corsi d'acqua e realizzate lavorando la roccia fino a ottenere dadi e semidadi che in Tuscania vengono elaborati raffigurando tridimensionalmente la casa dei vivi utilizzata come mausoleo sepolcrale. Tra queste una delle più interessanti è la “tomba del dado”. Nella necropoli della Madonna dell'Olivo trova posto la suggestiva “tomba della Regina”, caratterizzata da una miriade di cunicoli di cui ancor oggi si discute la reale funzione, in un dibattito che continua ad appassionare e a restare fitto di mistero.
Frosinone
La Ciociaria soddisfa con generosità il desiderio di quanti cercano relax e quiete. Immerso nel verde, nella parte meridionale della Valle di Comino, sorge il piccolo centro di Atina. Da non perdere una visita al Palazzo Ducale o Cantelmo: edificato in pietra dopo il terremoto del 1349 in stile gotico e ristrutturato recentemente, ospita nella sala principale il Museo archeologico; al suo interno troviamo un mosaico raffigurante quattro eroi armati e la piccola cappella di S. Onario.
San Pietro tra aneddoti e curiosità
Un itinerario inedito sulla città eterna? Praticamente impossibile: su Roma tutto, o quasi, è stato detto e scritto. Tuttavia svariati sono gli aneddoti e le curiosità che farà piacere leggere, o rileggere, per guardare con occhi diversi quella che senza tema di smentite può essere definita una delle città più belle dell’universo. E se di Roma dobbiamo parlare, perché non focalizzare l’attenzione proprio sul suo simbolo indiscusso, ovvero la Basilica di San Pietro?
Si tratta della chiesa cattolica più grande al mondo; per comprenderne la maestosità, ecco un po’ di numeri. I lavori iniziarono nel 315 d.C. e giunsero a compimento circa undici anni più tardi, quando papa Silvestro II consacrò la chiesa con una cerimonia solenne. E’ in grado di accogliere 20.000 fedeli. E’ alta oltre 130 metri e lunga circa 190. I soffitti delle navate raggiungono quasi i 44 metri e la cupola i 120 metri all'interno ed i 136 sulla lanterna esterna.
L’interno custodisce alcune delle opere d’arte più importanti di ogni epoca; tra queste, su tutte, la Pietà di Michelangelo. Un divertente aneddoto vuole che l’artista, non avvezzo a firmare le proprie opere, dopo aver casualmente sentito alcuni visitatori lombardi dire che la Pietà era opera di Gobbo di Milano, sia entrato la notte stessa nella Basilica di San Pietro, per incidere sulla sua opera la scritta: "Angelus Bonarotus Florentinus Faciebat".
Altra curiosità: al centro dell’imponente Piazza San Pietro svetta l'obelisco vaticano portato a Roma da Caligola, per decorare la spina del Circo di Nerone, dove San Pietro fu ucciso. Per il trasporto del pesantissimo obelisco furono necessari 4 mesi e l'impiego di numerose macchine e uomini. In quest'occasione fu addirittura emessa una legge che proibiva di fare qualsiasi rumore prevedendo durissime pene per i trasgressori!
L’imponenza della Basilica di San Pietro lascia tutt’oggi senza fiato, ma pensate allo stupore dei visitatori contemporanei del Bernini: a quell’epoca, infatti, l’odierna Via della Conciliazione non c'era ancora (fu realizzata in epoca fascista) e si sbucava in Piazza San Pietro all’improvviso, cosicché l'immensità della piazza destava un’impressione davvero indescrivibile.
Un simpatico aneddoto: per il rinnovo della Basilica fu necessario creare un cantiere immenso e per far passare i materiali alle dogane senza pagare il dazio si incideva l'acronimo A.U.FA. (Ad Usum FAbrice: ovvero destinato ad essere utilizzato nella fabbrica di San Pietro). Nella tradizione popolare romana nacque subito la forma verbale "auffo" o "auffa", tuttora utilizzata, per indicare qualcuno che vuole ottenere privilegi gratuitamente. Da qui la divertente espressione romana usata quando si parla di un lavoro di cui non si vede fine: "è peggio d'à fabbrica de San Pietro"!
Testi: Michela Bilotta
NickName :
Redazione
Creato il :
01/02/2010
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