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Il Sentiero Matilde è interamente segnato e tabellato, e non presenta dunque particolari difficoltà di orientamento per il ciclista, il quale può tra l’altro rigenerarsi nelle numerose aree di sosta allestite lungo l’itinerario. Il percorso tracciato segue l’antico cammino alto medievale, che dallo sbocco dell’Enza conduceva nel cuore del dominio dei Canossa; circa 95 km da pedalare perlopiù lungo mulattiere, carraie, strade bianche e sentieri, accedendo dalla pianura fino al crinale appenninico, spartiacque Tirreno – Adriatico.
Le stagioni migliori per inoltrarsi lungo il sentiero sono senz’altro la primavera, la tarda estate e l’autunno, evitando i periodi piovosi, quelli eccessivamente caldi della piena estate (per le tappe “basse”), e quelli troppo rigidi dell’inverno (per l’alto Appennino). Il punto di partenza è Ciano d’Enza a Bergogno, distante 26 km da Reggio Emilia; qui, nel Borgo di Vico, si può ammirare una casa a torre secentesca, dove era solita alloggiare Maria Luigi d'Austria e, percorrendo una mulattiera, si giunge al castello di Rossena, altra antica architettura.
Giunti sulla rupe di Canossa, il ciclista è di fronte a innumerevoli spunti artistici, primo fra tutti il castello, di origine longobarda: costruito nel 940, esso era difeso da triplice giro di mura, che lo resero inaccessibile anche durante i numerosi e falliti tentativi d’assedio, durante il Medioevo. L’episodio che rende celebre la rocca è quello che vede protagonista Enrico IV, il quale durante la lotta politica che lo schierò contro il papa Gregorio VII, per ottenere la revoca di scomunica, fu costretto ad umiliarsi, attendendo inginocchiato per tre notti e tre giorni innanzi al portale d’ingresso del castello, mentre imperversava una bufera di neve(nel mese di gennaio del 1077).
All’interno del Castello di Canossa è stato restaurato il piccolo museo nazionale Naborre Campanini: il pezzo più interessante è una vasca battesimale monolitica scolpita in arenaria, unico resto del tempio di S.Apollonio. Costeggiando le pendici del monte Tesa, il ciclista si affaccia su splendidi panorami, con suggestive visuali sul medio Appennino.
Fra i comuni che si attraversano, merita una sosta quello di Frassinoro, in cui si svolge una coinvolgente manifestazione di storia, cultura e spettacolo: la cosiddetta “Settimana Matildica”, che rievoca battaglie, allestisce mostre con storici ed esperti, organizza spettacoli di piazza con tanto di musica, giullari e accampamenti medievali, crea dunque la possibilità di un’immersione totale e realistica nella storia.
In terra reggiana si ha la straordinaria occasione di fare un passo indietro, pedalando nella storia: sotto il segno della Gran Contessa Matilde, nasce un omonimo percorso, che attraversa l’Appennino modenese, collegando le principali località naturalistiche e storiche del territorio.
Si giunge, infine, a San Pellegrino in Alpe, balcone naturale sulla Garfagnana, ancora attraverso castelli, case a torre, antiche pievi e borghi in pietra arenaria. Innumerevoli, dunque, gli spunti di interesse storico ed architettonico che si incontrano lungo il sentiero; trovandosi nel cuore dell’Emilia, non mancano di certo gli "appuntamenti" eno-gastronomici per il ciclista.
Pedalando per il Sentiero di Matilde
Tra i tanti prodotti tipici, come non citare il Parmigiano Reggiano, formaggio prodotto nei piccoli caselli sparsi, oppure l'aceto balsamico tradizionale (nato nella rupe di Canossa), ma anche i funghi e le castagne… Una pedalata tra storia e sapori!
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