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Si tratta di un bellissimo monumento naturale, originatosi in seguito all’erosione selettiva del mare su strati rocciosi, ma la leggenda vuole che gli scogli siano nati dalla scissione di un demone marino per le sue malefatte (costui, infatti, era complice di una sirena, che attirava col suo canto numerosi marinai, per poi imprigionarli nella Grotta degli Schiavi). Molti gli animali che popolano questo luogo fatato: tra i mammiferi il tasso, la faina, la donnola, tra gli anfibi l'ululone dal ventre giallo, tra gli uccelli il falco pellegrino (ce ne sono due coppie), il martin pescatore, il rondone pallido, tra gli insetti la farfalla del corbezzolo (Charaxes jasius). 21 km di pedalata, tra suggestione, vegetazione, panorami e aria pura!
IL MONTE CONERO: UN BALCONE SULL’ ADRIATICO
Si parte dalla frazione di Poggio, e si sale in una zona ricca di arbusti; raggiungendo Pian Grande si ha subito la possibilità di godere di uno splendido panorama, offerto dalla “baia verde”, probabilmente originatasi da una frana. Nella zona centrale del pianoro denominato il “Pantano” ( a circa 550 metri di altezza), è possibile visitare un giacimento preistorico; si prosegue fino a Piani di Raggetti e, costeggiando la “Casa Lucignani”, si giunge alle grotte romane: il ciclista può immergersi in una delle tante leggende, secondo cui esisterebbe un tesoro mai recuperato, per timore di incontrare le anime di coloro morti scavando la cave.
Meritano una visita la cripta della Chiesa di S. Pietro e i resti del Monastero. Costeggiando una zona a picco sul mare, in cui si trovano svariati esempi di macchia mediterranea, si raggiunge un punto d’osservazione veramente caratteristico: tra pini, ginestre e una ricca vegetazione, ci si affaccia sul Belvedere sud, vero e proprio balcone sull’Adriatico, con vista sugli scogli delle Due Sorelle.
Nel cuore delle Marche, a 572 metri di altezza dal livello del mare, si eleva il Monte Conero (anche conosciuto come Monte d’Ancona), promontorio maestoso, nonostante la limitata altitudine, e ricco di fascino, con i suoi strapiombi ed i bellissimi panorami sul mare.
Situato al centro del Parco Regionale del Conero, esso deve il suo nome a un albero mediterraneo molto diffuso nei suoi boschi: il corbezzolo, in greco comaros. E’ possibile esplorare l’oasi protetta del Parco a piedi, ma soprattutto in bicicletta; numerosi sono, infatti, gli itinerari, divisi a seconda dei gradi di difficoltà e al “dualismo del promontorio”: alcuni percorsi si snodano lungo il versante alto, assolato e panoramico del Parco, altri nelle piccole radure erbose, che si aprono nei fitti boschi, lungo la fascia più docile, ombrosa e botanicamente ricca dell’entroterra.
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