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La sinfonia dei luoghi verdiani
L’itinerario alla scoperta dei luoghi verdiani è ricco di emozioni e memorie, capaci di ricondurre la mente a periodi che uniscono in un armonico connubio i fasti dei teatri lirici alla semplicità della vita contadina. E il percorso non può che iniziare da
Roncole di Busseto
, dove Il 10 ottobre 1813 nella piccola casa colonica, oggi monumento nazionale, vide la luce il grande musicista.
Nel modesto edificio, adibito anche a posteria, il padre gestiva un'osteria con annessa bottega di generi vari e la madre era filatrice. La casa è un esempio concreto della vita spartana che si conduce all’epoca di Verdi, un’esistenza scandita dal ritmo della natura. Nel 1913, centenario della nascita, è stato collocato nel giardinetto antistante la casa un busto in bronzo realizzato da G. Cantù.
Di tutt’altro stile lo splendido
Teatro Verdi
, ubicato nella Rocca e costruito tra il 1856 ed il 1868, nonostante il parere contrario del Maestro. Egli era in contrasto con i bussetani per la loro invadenza nella sua sfera privata e perché riteneva il nuovo teatro "di troppa spesa e inutile nell'avvenire". Così, all'inaugurazione solenne del 15 agosto 1868, quando, per onorarlo, quasi tutte le signore vestirono di verde mentre per i signori il verde fu d'obbligo nelle cravatte, egli era assente. Di fronte alla Rocca, nello piazza principale dei paese, troneggia il monumento in bronzo a Giuseppe Verdi.
Da non perdere una visita alla meravigliosa
Villa Pallavicino
, tra le più belle del Parmense, con pianta a cinque moduli disposti a scacchiera che ricordano lo stemma dei signori di Busseto. I lavori di edificazione ebbero inizio nel secondo decennio del Cinquecento come residenza estiva, su progetto impropriamente attribuito al Vignola. L'interno, con affreschi allegorici di Evangelista Draghi (1670-80 cc), llario Spolverini (in. '700), Pietro Rubini (1746 cc) e ornati in stucco di Carlo Bossi (metà sec. XVIII) ospita dal 1959 il Museo Civico, che custodisce, tra le altre cose, la spinetta sulla quale Verdi fanciullo ricevette lezioni di musica in S. Maria degli Angeli.
Il tour non può che proseguire alla volta di
Fontanellato
, la cui notorietà è legata a filo doppio alla bellezza della Rocca, circondata da una grande fossato e dall’aspetto austero e aristocratico. La costruzione svolgeva funzione di difesa militare in periodo medievale. Come dimostra la cinta esterna, eretta dopo il 1386 e completata su pianta quadrata prima della metà del ‘400. Tuttavia, a differenza delle tipiche costruzioni difensive, la Rocca di Fontanellato mitiga l’aspetto austero con la grazia che contraddistingueva l’imminente età dell’umanesimo. Il gioiello più prezioso della Rocca di Fontanellato è costituito dalla "saletta di Diana e Atteone", affrescata nel 1524 dal Parmigianino.
A 30 km da Fontanellato, seguendo al SP 63, si raggiunge Tabiano Terme che, per le impareggiabili proprietà terapeutiche delle sue acque, può essere definita la "città termale" per antonomasia. Si trova in una lussureggiante valle, ideale per coniugare al benessere del corpo il piacere della natura.
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