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Il borgo di Gerace
Ai piedi dell’Aspromonte, non lontano dal mare, si adagia su un’erta rupe un suggestivo borgo che riporta ai tempi passati e che disvela un angolo di Calabria insolito. Si tratta di Gerace, circondata da quelle che non a caso sono definite le Dolomiti del Sud. Le origini del posto si tingono di leggenda, narrando che nel 915 a.C. fu uno sparviero a condurvi i primi abitanti. Il nome, infatti, ricorda il volatile, in latino hierax. L’assetto urbanistico è di chiaro stampo medievale ed è diviso in tre nuclei principali: la Città Alta, Borgo Maggiore e Borghetto.
La prima ospita la bella Piazza del Tocco, il salotto buono della città, incorniciata da meravigliosi palazzi nobiliari. La Città Alta è dominata dalla maestosità della Cattedrale, basilica con pianta a croce latina e a tre navate. Imponente,all’interno, le colonne in ma granito e marmo. Splendido l’altorilievo che raffigura l’incredulità di San Tommaso. Nella cripta è custodito il tesoro della cattedrale , la cui punta di diamante è rappresentata dalla Croce reliquario, in filigrana d’oro, zaffiri e smeraldi, contenente un frammento della Croce di Gesù.
A pochi passi dalla cattedrale si trova Piazza delle Tre Chiese, su cui prospetta la Chiesa di San Francesco, in stile gotico puro, con uno splendido altare in marmo rosa e tarsie policrome, esempio significativo di barocco calabro-siculo. La chiesa di San Giovannello, invece, ha un’impronta fortemente brasiliana. Nella parte alta di Gerace si trovano i ruderi di un antico castello di origini bizantine, che svolgeva un ruolo di difesa soprattutto neo confronti degli attacchi degli Arabi.
Il ritratto raffigurava l’imponente banco di tufo che è diventato il simbolo di Gerace.
Le stradine del Borgo Maggiore alternano antiche case medievali a palazzi nobiliari impreziositi da bifore e maschere che troneggiano sui bellissimi portali. Nella piazza principale si erge maestosa la Chiesa di Santa Maria del Mastro, risalente al 1084. Attraverso una splendida porta urbica (ne rimango quattro delle tante costruite per rendere gerace più protetta dagli assalti nemici) si entra nel Borghetto, altro nucleo della cittadina. Qui si trova la Chiesa di San Martino, oggetto di particolare devozione da parte degli abitanti di Gerace. Il borgo di Gerace è un posto incantato dove il tempo sembra essersi fermato con l’unico scopo di mostrare orgoglioso i fasti di un passato che emerge dagli splendidi palazzi nobiliari e dalle case scavate nel tuffo e nell’atmosfera quasi irreale che accompagna la visita a questo vero gioiello della Calabria. Per chi ama la natura, da non perdere, a 30 km da Gerace, la fiumara dell’Amendolea, suggestivo paesaggio racchiuso dalle cime dell’Aspromonte. E per finire non può mancare l’enogastronomia del posto: dai piatti di selvaggina, ai salumi e formaggi tipici, fino all’ottimo vino Greco, ideale per accompagnare i dessert.
Borgo Maggiore deve la sua fama ad un ritratto realizzato ai tempi del Gran Tour dall’inglese Edward Lear, quando gli intellettuali europei erano soliti completare la propria educazione percorrendo l’Italia in lungo e in largo e fissando le proprio impressioni su taccuini o, come in questo caso, sulla tela.
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