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Per non perdersi, però, basta tenere sempre d’occhio la lunga via pedonale che inizia alla porta d’ingresso della città,
Porta di Santa Maria
, e corre sino al
molo di Vigo
, da dove partono i vaporetti che collegano Chioggia a Venezia. La città storica si divide su due isole, separate dal "Canal Vena", centro dell’attività peschereccia. Qui si può assistere all’opera degli artigiani impegnati nella costruzione dei “bragozzi”, antiche imbarcazioni dalle vele variopinte. Vista dall'alto Chioggia rivela una struttura urbana singolare: il centro storico ha l'aspetto di una spina di pesce, con il
Corso del Popolo
che fa da asse centrale, da cui si dipartono a pettine una settantina di calli, e il
quartiere Tombola
che fa da testa. Il centro della città è segnato da un imponente gruppo marmoreo che regge il pennone portabandiera.
Punto ideale per dare inizio alla visita della “piccola Venezia” è piazzetta Vigo, da dove si coglie la lunga prospettiva di edifici porticati. Da vedere la
Chiesa di Sant’Andrea
, con il campanile ed il
Granaio Comunale
, in un particolare stile gotico. Sulla sua facciata spicca in un’edicola una Madonna con Bambino in cartapesta, opera del Sansovino. Cuore pulsante della Chioggia più vera è il mercato del pesce, che tutte le mattine anima di suoni, colori e odori lo spazio vicino al Granaio; qui, tra i banchi di marmo, ci si contendono i migliori tranci di pesce che l’Adriatico possa offrire. A poca distanza dal mercato si trova la mole neoclassica del Palazzo Comunale, che introduce nella piazzetta XX Settembre, incorniciata dalla Chiesa dei Filippini e, al di là del canale, dalla
Chiesa della SS. Trinità
e dalla cinquecentesca Loggia dei Bardi, da dove gli araldi davano lettura delle ordinanze e delle leggi ai cittadini, fino a giungere alla Chiesa di San Giacomo. Un altro monumento da visitare è la
Chiesa di San Domenico
, fondata nel Duecento e più volte ristrutturata: al suo interno un San Paolo, ultima opera del Carpaccio, un Crocifisso e Santi attribuito al Tintoretto e una deposizione di Leandro Bassano. Meno prestigioso ma più caro alla devozione popolare è il Cristo dei pescatori, crocifisso in legno di 5 m che, secondo la tradizione, fu ritrovato proprio in mare. L’edificio più antico della città è
l’Oratorio di San Nicolò
che risale almeno al 1211, ora è stato ristrutturato e trasformato in auditorium. A conclusione del Corso si trovano la Cattedrale, consacrata nel 1110 quando il vescovado si trasferì a Chioggia da Malamocco fu distrutta da un incendio e ricostruita nel 1623, e il "Refugium Peccatorum", una suggestiva sponda con balaustra e statue settecentesche lungo il canale Perottolo. Ma i
monumenti più belli sono probabilmente le piccole chiesette di San Martino e di San Pieretto
, vicinissime alla Cattedrale.
Una Venere nata dal mare e donata alla terra
“Una sottile striscia di sabbia protesa davanti al mare e, dietro, stagni percorsi da correnti marine; non lontano si vedono campi coltivati e a distanza, il profilo dei colli.” Così
Tito Livio
descriveva Chioggia più di duemila anni fa. Oggi la città suscita la stessa immagine: quella di una Venere nata dal mare e donata alla terra. Arrivare a Chioggia e perdersi è un tutt’uno. Al turista che la vede e la visita per la prima volta, occorre un po’ di tempo per abituarsi all’intrico di acque e terraferma. Sembra che ogni strada conduca ad un muro, un campo, un cancello che chiude una casa con l’orto.
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