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I Castelli delle Langhe
Il Castello Falletti
Ha proprio l’aspetto austero e imponente del castello delle fiabe questa antica costruzione dalla storia importante. Sembra, infatti, che Berengario I permise al feudatario locale l’edificazione di una fortezza a protezione delle frequenti scorrerie degli Ungari e dei Saraceni. Dopo una serie di alterne vicende il castello divenne
proprietà dei Falletti
che lo ristrutturarono e ne fecero dimora stabile prima e residenza di campagna poi.
Il castello è famoso anche per aver ospitato Silvio Pellico, dopo il periodo della sua prigionia, grazie all’amicizia con Cesare Balbo che lo introdusse alla marchesa Colbert. Ancora oggi sembra quasi di sentire l’eco delle loro conversazioni tra i saloni del castello e ci piace immaginarli assorti in disquisizioni letterarie o in dibattiti politici. Alla morte della marchesa, il castello passò all'Opera Pia Barolo che, attraverso notevoli ristrutturazioni, lo trasformò nel Collegio Barolo.
Oggi le cantine del castello ospitano
l'Enoteca Regionale del Barolo
, mentre il secondo piano è dedicato al Museo Etnografico-Enologico. Il primo piano, il cosiddetto piano nobile, offre agli occhi ammirati del visitatore il Salone delle quattro stagioni, il cui nome deriva dalle quattro pitture collocate sopra le porte. Da non perdere anche alla Sala degli stemmi, il cui soffitto presenta decorazioni raffiguranti gli stemmi della famiglia Falletti. La presenza di Silvio Pellico è testimoniata dalla sua stanza, caratterizzata da pareti che sembrano tappezzate di stoffa, e dalla Biblioteca, che custodisce circa tremila testi di epoca compresa tra il quindicesimo e il diciannovesimo secolo. Dalla terrazza del castello, infine, si gode dello splendido panorama che abbraccia la bassa Langa e alcuni tra i più importanti crus di Barolo.
Castello Grinzane Cavour
Due, su tutti, i motivi di interesse di questo monumentale castello: lo splendido panorama che si perde a vista d’occhio sui vigneti delle Langhe, e la presenza quasi tangibile di
Camillo Benso, Conte di Cavour, che vi soggiornò dal 1832 al 1849
. E’ possibile ammirare, infatti, la sua camera e le sale che custodiscono arredi e cimeli d’epoca. Le origini del castello risalgono al 1200, ma sono i restauri del 1961, in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia, a conferirgli l’aspetto attuale. Attualmente vi si trova l'Enoteca Regionale Piemontese Cavour ed è possibile visitare il Museo con cimeli cavouriani e il Museo Etnografico.
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