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Il Castello di Butera
Il nome di Butera si trova in un libro arabo come "Botira" che vuol dire luogo scosceso e teatro d'armi. Qui in effetti si scontrarono Bizantini e Saraceni e nel 1089 il Gran Conte Ruggero se ne impadronì, dopo 26 anni d'assedio, entrando dalla Porta settentrionale, oggi detta Porta Reale. Si narra che il castello fu l'Ospizio dei Cavalieri Templari e fu sede dell'imperatore Federico II di Svevia.
Un percorso originale e unico, nell’ “altra terra di Sicilia", come disse Goethe. Percorrere la Strada del Vino e dei Sapori dei Castelli Nisseni significa viaggiare nel presente e nella memoria di una provincia incontaminata dagli eccessi.
Il
Castello di Falconara
probabilmente trae il suo nome dall'allevamento ed addestramento dei falconi per la caccia. Nel 1392 venne concesso a Ugone Santapau, quindi passò ai Branciforte, nell'800 fu ricevuto in dote da una Branciforte per il conte Giorgio Welling, ufficiale tedesco, che fece costruire un grande salone con una terrazza a picco sul mare. Infine fu acquistato dal barone Chiaramonte Bordonaro, alla cui famiglia ancora appartiene.
Nei pressi si può ammirare il
Castelluccio di Gela
, ristrutturato e visitabile. Si trova in cima ad un colle e domina la pianura omonima. Il
Castello di Mazzarino
è di probabile epoca romana-bizantina, come dimostrerebbe la sua semplicità architettonica; viene chiamato "U Cannuni" con riferimento ad un cannone vittorioso negli scontri territoriali, oppure perché si dice che la grande torre cilindrica laterale, di origine sveva, assomiglia ad una grossa canna. Il Castello di Garsiliato, anch'esso di origine romanica, si eleva sopra un monte scosceso e domina la valle sottostante. Si racconta che vi fosse grande competizione tra i signori dei due castelli. Nel XVI secolo vi furono gravi scontri che portarono alla definitiva vittoria del Branciforte, signore di Mazzarino, sul De Pretes, signore di Garsiliato. Queste lotte furono così dure da far nascere una leggenda. Si narra infatti che la figlia del feudatario, Maria Crocifissa De Pretes, si innamorò di un giovane Branciforti. Il padre allora, temendo che il giovane la potesse rapire, la fece sparire e di lei non rimase altro che un mazzolino di margherite, trovato davanti al castello. Si dice che da allora, ogni anno, il giorno dell'anniversario della sua scomparsa tutta la collina attorno al castello ed i prati sottostanti si riempiono di questi fiori in suo onore.
Castello delle donne
Il nome stesso di Caltanissetta si fa derivare dall'arabo Q'al'at Nissa, cioè Castello delle donne, quindi l'Harem dell'Emiro. Da questo nome deriva lo stemma della città, rappresentato dal Castello di Pietrarossa dal quale sporgono un braccio e un volto di donna. Fonti autorevoli sostengono che il "cannolo", tipico dolce siciliano, sia stato realizzato per la prima volta proprio qui, in onore del Q'al'at Nissa.
Associazione Strade del vino Castelli Nisseni
www.stradadelvinocastellinisseni.com
castellinisseni@gmail.com
fax 091 303206
I Castelli Nisseni tra storia e leggenda
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