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Carrara e dintorni
Questa deliziosa cittadina toscana vanta numerosi monumenti di interesse e suggestivi borghi nel territorio circostante, per unire alle bellezze dell'arte i piaceri della buona tavola e il respiro della storia. Il Duomo, dedicato a Sant'Andrea, risale al secolo XI: fu costruito in marmo secondo lo stile romanico, e fu poi soggetto ad innesti di stile gotico.
La pianta è rettangolare con tre navate e abside semicircolare. La facciata fu realizzata nella seconda metà del Trecento, ed è composta da una bicromia, tipica delle chiese toscane, con fasce di marmo bianco e marmo scuro. Il portone è incorniciato da un archivolto decorato da raffigurazioni tratte dai bestiari, e sopra di esso si può ammirare un rosone gotico composto da colonnine a tortiglione, ognuna diversa dall'altra. Il campanile, alto 33 metri, fu aggiunto nel Trecento. Il Duomo conserva il sarcofago di San Ceccardo, patrono di Carrara, un'Annunciazione risalente al Trecento, opera scultorea della scuola pisana, e un crocifisso ligneo realizzato nel Trecento da Angelo Puccinelli.
L'edificazione del Palazzo Cybo Malaspina, costruito su precedenti fortificazioni risalenti al periodo longobardo, risale all'epoca di Guglielmo Malaspina, e nel 1448 divenne la residenza stabile della dinastia. E' costituito dal Castello malaspiniano risalente al 1200, e dal Palazzo rinascimentale, iniziato da Alberico I nel tardo Cinquecento. Oggi ospita la sede centrale dell'Accademia di Belle Arti.
Tavernelle
A circa 40 minuti da Carrara, prendendo la A12/E80 si giunge al borgo di Tavernelle. Il paesino è molto suggestivo, caratterizzato da portali e finestre in pietra arenaria e gallerie. Il nome derriva probabilmente dal fatto che il borgo ospitava molte taverne, essendo situato lungo l’antica via del Sale o via di Linari.
Il borgo si snoda lungo un'unica strada dove si affacciano edifici in maggioranza quattrocenteschi. All'interno del borgo si trova una casa torre edificata nel 1516.
Borgo di Gragnola
Il paese di Gragnola è situato nella piana alluvionale dei torrenti Lucido e Aulella. Il suo toponimo sembra avere origine dal commercio del grano sviluppatosi nel paese in epoca medioevale. Gragnola era cintata da mura di cui oggi rimangono solo alcuni resti lungo tutto il perimetro del paese. Il borgo è sovrastato dal castel dell’Aquila. Il feudo nacque da un ramo dei marchesi Malaspina di Fosdinovo con Lazzaro Malaspina, figlio di Antonio Alberico I.
La sua storia è legata ad un tremendo fatto di sangue avvenuto nel 1418. Il figlio Leonardo si impossessò del castello della Verrucola facendo assassinare i propri parenti Malaspina. Rimase miracolosamente superstite il figlio del marchese Bartolomeo, Spinetta, nei confronti del quale la Repubblica Fiorentina prese le difese. Dimostrandosi indifferenti alle intimazioni fiorentine, i Malaspina di Gragnola vennero obbligati con la forza da Firenze a restituire tutti i possedimenti usurpati e anche quelli legittimi più antichi. Nel 1433 Leonardo tornò in possesso dei suoi domini. Il ramo di Gragnola continuò fino al 1642, quando il marchese Alessandro lo lasciò in eredità al Granduca di Toscana. L'opposizione dei Malaspina di Olivola fece sì che il feudo tornasse al ramo di Fosdinovo nel 1644.
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